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Aggiornare i Protocolli di Sicurezza, introdurre procedure regolate e istituire un “Polo unico nazionale della sicurezza sul lavoro”

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“La CONFSAL chiede che l’aggiornamento dei protocolli di sicurezza sia accompagnato dall’introduzione di procedure regolamentate in tutti i luoghi di lavoro. Occorre anche istituire un “Polo unico nazionale della sicurezza sul lavoro”, al fine di rendere più efficace l’azione di monitoraggio dello Stato”.

È questo quanto annunciato dal Segretario Generale Angelo Raffaele Margiotta a seguito dell’incontro col ministro Orlando svoltosi con le parti sociali per l’aggiornamento del Protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro condiviso sull’emergenza Covid-19.

In questa sede la Confsal, rappresentata dall’Ing. Antonino Ughettini – Presidente di CONFSAL ATISL – la federazione di categoria che associa il personale di vigilanza tecnica dell’INL e dell’INAIL, ha formulato le seguenti proposte:

  • riconsiderare, tra gli elementi da rivedere nei protocolli, l’impostazione perché troppo “tarata” sulle grandi aziende, prendendo maggiormente in considerazione quelle “piccole” in quanto sono esse ad avere le maggiori difficoltà ad applicare completamente i contenuti dei protocolli e rappresentano la maggior parte del tessuto produttivo italiano;
  • puntare maggiormente sull’informazione e la formazione dei lavoratori, perché rappresenta un fattore determinante per la buona riuscita dell’applicazione dei protocolli: i due terzi degli eventi infortunistici, compresi anche quelli legati al COVID- 19, dipendono anche dalla scarsa informazione e formazione dei lavoratori e pertanto necessita renderli consapevoli e responsabili dei rischi e delle connesse misure prevenzionistiche;
  • prevedere un “Polo nazionale della sicurezza sul lavoro”, quale unico soggetto ad occuparsi di prevenzione, formazione e vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro e della verifica del rispetto dei protocolli COVID-19 a cui sono tenute le aziende. Tale soggetto dovrebbe essere incardinato all’interno dell’INAIL, così come avvenuto con l’assorbimento di ISPESL e IPSEMA. Un’unica “cabina di regia”, oltre a rendere più efficace l’azione di monitoraggio dello Stato, semplificherebbe e snellirebbe le procedure di verifica e di controllo nei confronti delle aziende.
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