SALARIO MINIMO: LA PROPOSTA CONFSAL “fissarlo a 8 euro lordi esentasse”

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Margiotta: “E’ necessario raccordare il decreto fiscale con la legge sul salario minimo, non onerando le imprese” 

L’istituzione di un salario minimo legale è uno dei temi su cui si è maggiormente dibattuto in questi mesi. Non c’è dubbio che il progetto abbia una portata impattante e che le ripercussioni su lavoratori e/o datori di lavoro potrebbero essere importanti. In questo contesto, la Confsal (Confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori) ha avanzato stamattina una proposta articolata, concreta e realizzabile nel tavolo di lavoro “Salario Minimo: un’opportunità per rilanciare il lavoro” che si è tenuto presso la Spazio Hdrà di piazza S. Lorenzo in Lucina 4. Oltre a associazioni e stakeholders hanno partecipato: Tiziano Treu, Presidente Cnel, Cesare Damiano, Già Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, Già Ministro del Lavoro.

“Non si può fare una legge così importante a costo zero per lo stato, scaricando gli oneri sulle aziende perché sarebbe troppo impattante – ha spiegato Raffaele Margiotta, segretario generale Confsal – noi chiediamo 8 euro esentasse introducendo l’aliquota zero sui salari minimi. È necessario – ha continuato Margiotta – raccordare il decreto fiscale con legge salario minimo, e ridurre il cuneo contributivo delle imprese. Con la nostra proposta non cambia nulla per il lavoratore ma cambia per le imprese per questo chiediamo una legislazione organica. Dal lavoro – ha concluso Margiotta – deve discende una dignità economica che gli attuali salari non garantiscono ma non perché i padroni sono cattivi ma per la debolezza dei settori. La tutela dei lavoratori passa per la crescita delle imprese”.

 

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