La Confsal al Governo: bisogna avere una visione d’insieme e non navigare a vista

La Confsal chiede al Governo un’azione sistemica e lungimirante avente ad oggetto questioni fondamentali per il rilancio delle dinamiche economiche e sociali del nostro Paese.

Il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, perduto nel corso degli anni, deve essere realizzato anche attraverso l’introduzione del salario minimo legale, quale soglia non negoziabile e per effetto di un’oculata leva fiscale e contributiva, che non gravi né sui lavoratori e né sulle imprese.

Scuola e Università, Sanità, Funzioni centrali e Autonomie locali sono servizi essenziali per rilanciare la Pubblica Amministrazione; l’integrazione e la sinergia tra lavoro pubblico e privato devono essere alla base dello sviluppo del “sistema Paese”. Il rinnovo dei contratti dei pubblici dipendenti, lo sblocco delle assunzioni e la stabilizzazione dei precari devono mirare alla rivalutazione del loro lavoro, nonché ad un allineamento delle retribuzioni rispetto a quelle europee.

Deve essere istituita in modo permanente una “fabbrica di competenze” costituita da mille Scuole tecniche di specializzazione per assicurare il raccordo tra scuola e mondo del lavoro e per realizzare l’allineamento tra la domanda specialistica delle aziende e l’offerta costituita soprattutto dal lavoro giovanile, anche mediante il coinvolgimento di maestranze qualificate. Bisogna garantire, inoltre, il diritto alla professionalizzazione assicurando un reddito di formazione a sostegno dei percorsi post-diploma e universitari. Per fermare la fuga dei giovani laureati all’estero, occorre moltiplicare i corsi di dottorato e istituire almeno centomila borse di ricerca.

Deve essere istituita in modo permanente una “Fabbrica di Imprese” per promuovere la creazione di Scuole d’imprenditoria e sviluppare la cultura d’impresa nelle nuove generazioni meridionali; con ciò incentivando la nascita di imprese che associno imprenditori affermati del nord con giovani imprenditori del sud.

Deve essere, inoltre, diffusa la cultura dell’“economia solidale” estendendo il modello di zona economica speciale a tutti i settori produttivi deboli e all’intero Mezzogiorno.

Per avere luoghi di lavoro salubri e sicuri occorre passare dalla “formazione sulla sicurezza” alla “cultura della sicurezza e della tutela dell’ambiente”. Un lavoro che rappresenti un progetto di vita e non di morte deve perseguire l’obiettivo “morti zero” .

Le politiche europee devono dare impulso alla crescita del sistema economico italiano, anche attraverso il rilancio degli investimenti in infrastrutture e servizi, annullando il gap esistente tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Le politiche finanziarie della BCE devono essere finalizzate a finanziare le esigenze di spesa delle famiglie e gli investimenti delle imprese.

Per sostenere la famiglia e contrastare il calo delle nascite, è necessario implementare misure concrete quali: rivalutare l’assegno per il nucleo familiare e riconoscerlo anche a chi non lavora; creare migliaia di asili nido presso tutti i luoghi di lavoro facendo ricorso ai maestri precari della scuola d’infanzia.

La sicurezza sociale è un’istanza pressante che, sviluppando la cultura dell’integrazione, dovrà accomunare lavoratori e cittadini, italiani e non. È indispensabile potenziare il riconoscimento, anche economico, del lavoro degli uomini e delle donne in divisa che presidiano quotidianamente le frontiere della legalità.

Con riferimento al trattamento pensionistico, deve essere introdotto a regime un sistema contributivo “puro” con equi parametri di calcolo (tasso di capitalizzazione e coefficiente di trasformazione) separando l’assistenza dalla previdenza. Deve essere confermata l’“opzione donna” prevedendo uno speciale riconoscimento contributivo per ogni figlio generato. Devono essere fissate in modo permanente due quote di anticipazione: una “quota 100” complessiva e una “quota 41” contributiva. Deve essere prevista una flessibilità in uscita rendendo facoltativo l’abbandono per limiti di età.

Lo Stato deve mettere il trattamento di fine servizio nella disponibilità immediata e incondizionata del dipendente, finanziando gli interessi per il ricorso ai canali del sistema bancario.

Deve essere introdotto un nuovo e avanzato modello di contrattazione per la “qualità” delle norme pattizie e delle relazioni tra le parti sociali, anche al fine di rendere impraticabile il dumping salariale attraverso il rilascio di un visto di conformità sui contratti depositati presso il CNEL.

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