“Quanto proclamato dalla nostra Organizzazione per la giornata di venerdì 3 maggio, in stretta sinergia con le segreterie Confael Trasporti-Assovolo, Fast Unica-Confsal e Fast Trasporto Aereo, rappresenta il primo storico sciopero del trasporto aereo. L’iniziativa di protesta nasce dalla mancata risoluzione dei problemi che riguardano il settore, dall’annosa situazione di Alitalia fino al taglio delle risorse del Fondo di Solidarietà, passando per i nodi ancora irrisolti dell’Enav”.

Così in una nota la Segreteria Generale della Fast-Confsal.

“In questi ultimi vent’anni, infatti, il settore del trasporto aereo ha vissuto una fase di accentuata dicotomia. Da un lato una costante crescita dei passeggeri e del volato, mentre dall’altro una crisi sempre maggiore delle imprese della filiera, come nel caso di Alitalia medesima, la cui fase conclusiva della procedura di amministrazione straordinaria è alle porte e nulla lascia presagire, al di là delle dichiarazioni di intenti, che essa si chiuda senza impatto sul fronte del lavoro, in termini di esuberi dei Lavoratori e di tagli al costo del lavoro sia dei dipendenti diretti della Compagnia che delle Imprese dell’indotto. In tale contesto, altamente destabilizzante, si inserisce l’ultimo provvedimento del Governo contenuto nel Decreto-Legge n. 4 del 28 gennaio 2019 il quale, all’articolo 26, riduce nel tempo e nella quantità economica la destinazione delle addizionali comunali verso il Fondo di Solidarietà, l’unico che è stato in grado in questi anni di ammortizzare per i Lavoratori le frequenti espulsioni, sia in termini di ammortizzatori sociali che di veri e propri licenziamenti, generati dalle continue crisi del settore”.

“La vicenda mette a rischio, purtroppo, il futuro dei Lavoratori di Alitalia e dell’indotto, anche perché l’esecutivo ha deciso di scaricare la patata bollente sulle Ferrovie dello Stato, pretendendo un impegno diretto nel rilancio. Ma in una Compagnia che continua a perdere soldi e non potrà portare alcun ritorno economico, se non dopo un profondo piano di ristrutturazione e un ripensamento totale del modello di business, il coinvolgimento forzato delle Fs nell’operazione ha già fatto danni. I continui slittamenti, l’ultimo risale a qualche giorno fa, dovuti principalmente all’incapacità politica di trovare una soluzione strutturale al problema, stanno di fatto congelando la definizione del nuovo piano industriale del gruppo, per rimettere l’azienda sui binari della crescita e della produttività”.

“Inoltre vogliamo mettere in evidenza che si prospetta una difficile estate per la puntualità dei voli data la carenza di controllori del traffico aereo. È evidente che i ritardi andranno ascritti a una politica fatta di riduzione costi ingiustificata, se non per remunerare gli azionisti che hanno investito nel titolo ENAV tre anni fa. Il filo rosso che unisce più fronti critici e problematici è una visione distorta dei rapporti tra pubblico e privato, tra Stato e mercato. Prevale l’idea che le privatizzazioni siano sempre da perseguire, per mettere un po’ di soldi in cassa, senza pensare alle conseguenze.”

“Lo sciopero sarà l’occasione per riportare l’attenzione su tutto il mondo dei trasporti, che sta vivendo una delle fasi più difficili degli ultimi anni a causa di un’azione politica che sta mettendo a dura prova la capacità delle aziende di raggiungere gli obiettivi prefissati”.

“I Lavoratori non sono più disposti a essere sacrificati per gli interessi di bottega, per le incapacità gestionali o per la mancata conoscenza dei processi economici. E il messaggio deve arrivare forte e chiaro”.