Roma, 7 settembre. “Prendiamo atto dell’accordo raggiunto dal Governo e dai sindacati sull’ILVA ma chiediamo di non dimenticare i circa 5000 lavoratori dell’indotto per i quali non vi è nessuna certezza sul loro futuro e chiediamo misure più incisive per garantire una tutela ambientale efficiente”. E’ quanto ha dichiarato Patrizia Mignolo, Segretaria Provinciale CONFSAL di Taranto, subito dopo la firma dell’accordo fra il Governo e i sindacati sul futuro dell’ILVA di Taranto.

“A fronte di circa 15.000 lavoratori complessivi con l’accordo si è stabilito di assumere 10700 lavoratori, quelli attivi. I restanti, attualmente in cassa integrazione, verranno assunti entro il 2023. Ad onor del vero vale la pena di ricordare che precedenti ipotesi di accordo avevano posto in sicurezza 11500 posti di lavoro.  Si era anche ipotizzato la nascita di una società, da costituire con la partecipazione di Invitalia, che avrebbe avuto il compito di assorbire quei lavoratori che AM porrà all’esterno per ragione organizzative produttive”, ha proseguito Mignolo.

“Ci attiveremo dunque per studiare attentamente l’accordo, che poi verrà sottoposto all’approvazione dei lavoratori attraverso un apposito referendum, per comprendere con quali modalità verranno garantiti i diritti economici e normativi acquisiti.

Per quanto riguarda le misure di tutela e salvaguardia ambientale saremo vigili nel seguire l’operato del Governo perché non basta la copertura dei parchi minerali, occorre anche bonificare l’intera area SIN e provvedere alla valutazione del danno sanitario. Si rivela infine più che mai urgente ridurre in maniera significativa le fonti inquinanti ed eliminare l’area a caldo, così come è avvenuto a Genova. Il tutto per dare una risposta concreta al diritto alla salute dei lavoratori e della popolazione. Un diritto sancito dalla nostra Costituzione e che per troppo tempo a Taranto è stato dimenticato”, ha concluso Mignolo.