La posizione della CONFSAL che ha partecipato al tavolo sull’ILVA convocato il 05/09/2018 da Di Maio al MISE insieme a CGIL, CISL, UIL, UGL e USB

“Ci auguriamo che si possa mettere fine una volta per tutte all’incertezza in cui i lavoratori ILVA e le loro famiglie vivono da troppi anni e al tempo stesso auspichiamo che questa vicenda possa trovare una soluzione positiva attraverso l’accordo con ArcelorMittal. CONFSAL è in campo per contenere al massimo gli esuberi di personale prospettati in questa lunga trattativa e per la tutela retributiva dei lavoratori”. E’ quanto hanno dichiarato congiuntamente Angelo Raffaele Margiotta, Segretario Generale della CONFSAL e Roberto Di Maulo, Segretario Generale FISMIC CONFSAL subito dopo l’incontro della delegazione CONFSAL, composta da Patrizia Mignolo, Segretario Provinciale CONFSAL Taranto,Pietro Serbassi, Segretario Generale FAST CONFSAL e da Marco Roselli della Segreteria Nazionale FISMIC CONFSAL, presso il Tavolo Ilva, convocato nel pomeriggio dal vicepremier Di Maio presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

“Non dobbiamo dimenticare che l’ILVA è una realtà determinante per il tessuto economico nazionale dal momento che contribuisce per l’1% al PIL nazionale e che, secondo ArcelorMittal, dovrebbe passare dalla produzione degli attuali 5 milioni annui di tonnellate di acciaio a ben 9,5 milioni con circa 10.000 lavoratori attivi, ben 4200 in meno rispetto alla forza lavoro attuale. A Di Maio facciamo presente che, pur fermi nella volontà di chiudere un accordo, rimane ancora poco chiaro come verrà utilizzato il miliardo di euro sequestrato alla famiglia Riva e soprattutto quanto verrà stanziato per le bonifiche interne agli stabilimenti e per incentivare gli esodi del personale. Invitiamo inoltre il Governo a non dimenticarsi del destino degli oltre 5000 lavoratori dell’indotto ILVA che attualmente sono allo sbando e che attendono indicazioni sul loro futuro”, hanno proseguito Margiotta e Di Maulo.

“CONFSAL invita anche a porre la massima attenzione alla sicurezza e alla salute dei lavoratori attraverso una opportuna innovazione degli impianti attuali e attraverso il costante monitoraggio dello stato di salute di coloro che operano presso gli impianti per prevenire quelle malattie professionali che negli anni scorsi hanno provocato troppe vittime”, hanno concluso Margiotta e Di Maulo.