Soddisfatto il presidente Roberto Capobianco: “Giornata storica, i contratti Conflavoro Pmi sono pienamente legittimi. Basta caccia alle streghe e sanzioni arbitrarie alle imprese”

“L’ispettorato nazionale del lavoro – annuncia Roberto Capobianco, presidente dell’associazione delle piccole e medie imprese Conflavoro Pmi – ha eliminato la nota dello scorso 20 giugno relativa all’applicazione dei contratti collettivi, in cui avvertiva che avrebbe concentrato controlli e potenziali sanzioni verso quelle imprese che firmano accordi collettivi con sigle sindacali diverse da Cgil, Cisl e Uil. Una mossa assolutamente arbitraria e contraria alle libertà sindacali sancite dalla nostra Costituzione. Con la cancellazione della nota si riconosce la piena legittimità dei contratti collettivi di Conflavoro Pmi. Gli attacchi degli ultimi mesi da parte dell’ispettorato del lavoro sono assolutamente ingiustificati e le nostre imprese e i loro lavoratori possono finalmente tranquillizzarsi”.

“Con l’eliminazione della nota dell’Inl – prosegue Capobianco – otteniamo adesso una prima, grande vittoria. Ci aspettiamo nelle prossime ore una mossa ufficiale in merito dal ministero del Lavoro, che evidentemente ha accolto le nostre istanze: Conflavoro Pmi, insieme con le altre associazioni datoriali e il sindacato Confsal, si batte da mesi contro questa iniziativa punitiva dell’ispettorato, convinti di essere nella ragione e i fatti ora ce lo confermano”.

“Anche i contratti collettivi di Conflavoro Pmi – conclude Capobianco – nonostante abbiano tutti i crismi e la bontà necessari, erano infatti finiti nel mirino dell’ispettorato del lavoro nonostante la nostra associazione lotti da sempre contro il dumping e a favore della dignità e del benessere di imprese e lavoratori. Ricordiamo che Conflavoro Pmi è radicata in tutta Italia e rappresenta le piccole e medie imprese di numerosissimi settori. Il danno provocato dall’Inl è stato ed è enorme, di immagine ma anche nel concreto per le imprese. Pretendiamo quindi una comunicazione ufficiale da parte dell’ispettorato del lavoro, che metta fine a questa caccia alle streghe: non sono legittimi solo i contratti cofirmati dalle tre sigle storiche, va detto a chiare lettere. Si tratta di un atto quantomeno dovuto: l’economia del Paese è già abbastanza provata e non merita altri scossoni inutili e quantomeno incauti, per non dire di peggio. Basta con questo gioco al massacro a favore dei soliti noti. Viva il pluralismo, viva la libertà sindacale”.