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Sicurezza sul lavoro, Confsal: più prevenzione e polo unico

Le parole non eliminano la piaga e i 1000 ispettori sono insufficienti

COMUNICATO STAMPA

I dati del Rapporto annuale dell’Inail sugli infortuni e sui morti sul lavoro, diffusi ieri dal Presidente Bettoni, testimoniano che siamo ancora lontani dal debellare questa piaga.

L’aumento del 10% dei casi nel 2021 rispetto al 2020, al netto del COVID, il 47% di aumento delle denunce di infortuni finora nel 2022, con gli 8 morti nell’ultima settimana, sono numeri che parlano chiaro.

E’ evidente che le parole non bastano e che non sono certo sufficienti i 1000 ispettori messi in campo dal Ministro Orlando. Non bastano per due motivi: sarebbero comunque pochi rispetto a 4 milioni e mezzo di aziende e, soprattutto, perché si imposta la “cura” solo sulla repressione e non sulla prevenzione.

I dati dell’Inail di ieri rafforzano le proposte che abbiamo presentato, anche con la Campagna Trains e con Safety Confsal, che rilanciamo: Più prevenzione attraverso l’applicazione capillare dei Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro nei luoghi di lavoro, coinvolgendo attivamente i lavoratori e i loro rappresentanti RLS. Questi ultimi vanno provvisti di una maggiore formazione specialistica facendone così un primo “ispettore” interno.

Ribadiamo la nostra proposta: Creare il Polo Unico della sicurezza sul Lavoro in Italia, che coordini le attività di INL e Regioni.

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