Lavoro, sviluppo economico, crescita sociale: idee Confsal. Il nuovo paradigma della Confederazione: «Porre al centro delle politiche per la crescita e lo sviluppo il lavoratore come persona» Martedì 27 febbraio, ore 9.00 – Hotel Cicerone; Via Cicerone n. 55/c Roma

La mattina di martedì 27 febbraio al Convegno Lavoro, sviluppo economico, crescita sociale: idee Confsal, il segretario generale Angelo Raffaele Margiotta introdurrà le inedite linee guida della Confederazione.
«Di fronte al sostanziale insuccesso delle ricette economiche e sociali finora adottate e alla conclamata crisi di rappresentanza che riguarda i lavoratori e soprattutto le imprese – sottolinea il segretario – la Confsal propone un cambio di paradigma che riporti imprese e lavoratori al centro delle politiche per la crescita e lo sviluppo. Un differente approccio in cui la sostenibilità economica non rappresenti più il fine ultimo ed esclusivo ma un vincolo, certamente ineludibile, da rispettare in progetti costruiti a misura della persona».

In questo che sarà solo il primo di una serie di incontri dedicati a vari temi, tra cui contrattazione, rappresentatività e salario minimo, la Confsal intende sottolineare alcuni punti fondamentali:

• affermare la centralità della persona, considerando il lavoratore non solo come destinatario di diritti collettivi ma anche come individuo con le sue specifiche esigenze e aspettative;

• operare un cambio di paradigma affinché la sostenibilità economica non rappresenti più il fine ultimo ed esclusivo che ignora l’individuo ma un vincolo (certamente ineludibile) da rispettare in progetti costruiti a misura della persona, rivedendo in tal senso i principali istituti, quali pensione, TFR e retribuzione;

• porre fine al “pellegrinaggio” delle risorse economiche, per ancorarle lì dove vengono prodotte e possono costituire volano di ulteriore sviluppo, riducendo drasticamente sia la distribuzione di incentivi a pioggia sia il prelievo a carico del sistema produttivo;

• acquisire una visione realmente sistemica dello sviluppo economico, rendendo strutturali la spinta all’innovazione e il sostegno alla nuova occupazione, con particolare riguardo all’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro;

• non trascurare, al contempo, il versante della conservazione dei posti di lavoro a rischio. Tenendo conto che ogni anno muoiono oltre 300mila imprese, bisogna ristrutturare radicalmente il rapporto tra fisco e aziende in difficoltà, introducendo lo status di impresa solidale, anche come spinta all’emersione del lavoro nero.

Esperti di lavoro e previdenza, rappresentanti del mondo imprenditoriale e associativo, insieme con i responsabili economici di tutte le formazioni politiche, discuteranno delle proposte lanciate dal segretario generale.